L'interscambio mondiale nel settore della gioielleria
Un lavoro di ricerca appositamente svolto nel settembre 2007 negli Stati Uniti
dalle Associazioni di Categoria e da Assicor/Unioncamere, attraverso una società
specializzata, aveva identifi cato le possibilità esistenti per modifi care i dazi che
attualmente gravano sulle importazioni di gioielleria italiana negli Stati Uniti. Dazi che
penalizzano ulteriormente i prodotti italiani in virtù della mancanza di reciprocità tra
USA e UE.
Erano stati individuati due capitoli (capitoli 98 e 99) del Sistema Tariffario Armonizzato
(Harmonized Tariff System, H.T.S.) la cui modifi ca, attraverso un apposito passaggio
legislativo, avrebbe potuto fornire i risultati auspicati dal settore orafo italiano.
Nello specifi co, i capitoli 98 e 99 di interesse, potevano essere oggetto di una modifi ca
unilaterale da parte degli Stati Uniti, nel senso di una diminuzione delle tariffe sui
prodotti ivi compresi attraverso l'eliminazione del valore del metallo prezioso dal
calcolo del dazio all'importazione del gioiello.
Importanza del mercato USA
Nonostante l'espansione dei mercati emergenti, quello statunitense è ancora uno
dei mercati più vasti del mondo per i gioielli in oro, raccogliendo il 18% delle vendite
complessive mondiali, una percentuale superiore a quella dell'India (17%) e del medio
oriente (8%) (GJEPC-KPMG 2006).
Fino al 2002, quando nuovi fornitori dall'India, dalla Cina e dalla Turchia iniziarono a
minacciarne la posizione, l'Italia era il più grande esportatore di gioielli in oro verso
gli Stati Uniti.
Le quote di export italiano verso il mercato USA si sono però ridotte in maniera più
marcata di quelle verso gli altri mercati.
Nel periodo 2000-2008, le esportazioni italiane verso gli USA sono crollate del 45%.
In contrasto, nello stesso periodo (2000-2007) le esportazioni indiane verso gli Stati
Uniti sono più che triplicate da 636 milioni di dollari a 2.2 miliardi, e quelle cinesi
(includendo i dati relativi ad Hong Kong) sono quasi raddoppiate, da 734 milioni di
dollari a 1.3 miliardi. Questi due paesi hanno notevolmente accresciuto le distanze
rispetto alle esportazioni italiane, dopo averle sorpassate nel 2004.
Il calo delle quote occupate dalle esportazioni italiane nel mercato USA è principalmente
attribuibile alla competizione con paesi a minor costo del lavoro sui mercati globali, al
forte Euro e al dollaro debole degli ultimi anni e alla presenza di un gap nelle tariffe
doganali. Gli svantaggi commerciali sono stati ulteriormente intensifi cati dal Sistema
Generalizzato delle Preferenze (GSP), il sistema tariffario che favorisce le importazioni
negli USA da parte delle nazioni in via di sviluppo. Nel 2006 quasi il 100% dei prodotti
di orefi ceria sono stati importati negli Stati Uniti da India e Turchia in assenza di tariffe
per effetto delle disposizioni GSP.
Il governo USA ha revocato i privilegi disposti dal GSP per i prodotti di orefi ceria
provenienti dall'India nel luglio 2007, e i gioielli indiani ora sono soggetti a una tariffa
del 5,5%. In conseguenza di ciò, la percentuale di esportazioni indiane è caduta del
62% rispetto al periodo in cui il GSP era in vigore. Nel 2007 le esportazioni indiane
verso gli Stati Uniti hanno mostrato, per la prima volta in dieci anni, una tendenza alla
riduzione, ad indicare come la revoca del GSP abbia eroso il vantaggio di prezzo dei
prodotti di oreficeria sul mercato USA. (tratto da: Osservatorio del Distretto di Valenza
– settembre 2008)
Come migliorare l'interscambio con gli Stati Uniti d'America
L'operazione si è sviluppata attraverso diverse fasi di ricerca e di analisi per la
valutazione delle azioni da intraprendere per migliorare l'interscambio con gli Stati
Uniti.
Si è messo a punto il dispositivo di modifi ca legislativa. Successivamente, questo
progetto di intervento è stato presentato ad alcuni deputati USA che hanno consigliato
e supportato il deposito della modifi ca legislativa presso l'uffi cio incaricato di stilare le
proposte di legge della Camera dei Rappresentanti del Congresso statunitense. Il primo
importante step previsto dalla fase di ricerca è stato quindi il deposito il 23 gennaio
2008 presso il Congresso USA dell'emendamento volto a modifi care il Sistema tariffario
armonizzato degli Stati Uniti. Emendamento che prevede l'eliminazione del valore del
metallo prezioso dal calcolo del dazio all'importazione del gioiello.
Parallelamente si sono svolte azioni mirate presso il Congresso USA per ricercare ulteriori informazioni di carattere legislativo. In particolare sono stati avviati contatti, diretti e indiretti, con vari Membri della Camera dei Rappresentanti e con due Senatori.Nel corso del periodo di interesse è stato realizzato uno studio economico riguardante l'impatto della nuova legislazione doganale.
La ricerca ha evidenziato l'impatto ridotto sulla perdita di gettito per il Governo USA, a fronte dei vantaggi derivanti dall'utilizzo di materia prima "made in USA"; i vantaggi per le società produttrici statunitensi e per i distributori USA di gioielleria ed anche i ridotti danni alle imprese gioielliere USA per l'eventuale riduzione di business, in quanto la perdita sarebbe compensata dai benefi ci derivanti dal poter acquistare a prezzi più competitivi i prodotti extra-USA che, nella maggioranza dei casi, le imprese manifatturiere USA utilizzano per completare il proprio campionario. Il Ministero dello Sviluppo Economico, attraverso il Vice Ministro con delega al Commercio Internazionale, Adolfo Urso, ha espresso in diverse occasioni vivo apprezzamento per lo stato di avanzamento della ricerca e dello studio in atto.
Le azioni di sensibilizzazione si sono concentrate nel corso del 2009 azioni resesi ancora più necessarie per rilanciare l'attenzione sul comparto dei preziosi all'interno del round negoziale della WTO e per non depauperare gli sforzi fatti che hanno determinato quanto segue:
- Il Governo americano ha preso piena coscienza della mancanza di reciprocità nelle tariffe doganali tra USA (5,8%) e UE (2,5%) e, quindi, della necessità di equiparare o eliminare i dazi tra le due sponde dell'Oceano Atlantico.
- Il Governo americano ha manifestato interesse anche nei confronti di un'iniziativa settoriale in ambito W.T.O. per la riduzione totale delle tariffe ("0x0") per il comparto "Gems and Jewellery".
- La Commissione Europea si è resa conto della rilevanza del comparto e della necessità di ridurre i picchi tariffari con gli USA nel settore "gioielleria".
- La Commissione Europea (D.G. Trade) ha avviato un'indagine tra gli Stati Membri per valutare la possibilità di aderire ad un'eventuale iniziativa settoriale in ambito W.T.O. per la riduzione totale delle tariffe ("0x0") per il comparto "Gems and Jewellery". Si stanno quindi approfondendo
le valutazioni in merito alla possibilità di un'adesione dell'Unione Europea
ad una trattativa settoriale volontaria in ambito WTO anche per il settor
"gioielleria" (oltre alla chimica e ai macchinari) per l'abbattimento totale
dei dazi a livello mondiale (operazione "0x0"). Per avviare la trattativa "0x0"
devono essere favorevoli e aderire un numero suffi ciente di Paesi
tale da rappresentare almeno il 90% di un determinato indice di riferimento
(la media della somma delle quote di export e di import). Ad oggi hanno
già manifestato un interesse di massima 14 Paesi che rappresentano il 75%
del valore di riferimento, tra questi Paesi ci sono anche gli Stati Uniti.
Grazie alle esperienze maturate si è fatta strada ed affermata nel corso del corrente anno un'ipotesi "tecnica", ovvero un accordo bilaterale UE-USA a livello doganale al fi ne di ottenere lo scorporo della materia prima nel calcolo del dazio (Traffi co di perfezionamento). Questa ipotesi è già stata presentata e valutata positivamente in aprile, unitamente all'iniziativa "0per0", dalla Rappresentanza Italiana presso le Organizzazioni Internazionali a Ginevra e dagli organi tecnici di Confi ndustria (riunione Commissione Dogane del 6 luglio 2009). Pur non essendo ancora formalizzata alla Commissione Europea,il Governo italiano ha cercato di inserire la tematica tra i 10 principali ostacoli sul mercato USA nel corso della riunione dell'8 luglio 2009 dei Consiglieri commerciali europei sulle "key barriers to market access to US". Il Viceministro del Ministero dello Sviluppo Economico con delega all'Internazionalizzazione, On.le Adolfo Urso, nel suo intervento alla cerimonia inaugurale di VicenzaOro Choice il 12 settembre 2009 ha speso parole importanti per descrivere come la gioielleria sia in "pole position" nelle trattative settoriali per i dazi. Coerentemente con quanto deciso nell'incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, in occasione della riunione a Bruxelles del "Comitato 133" del 14 ottobre 2009, quando è stato esaminato il capitolo delle barriere riscontrate nel mercato statunitense, la Rappresentanza Permanente dell'Italia presso l'Unione Europea ha posto in particolare l'accento sulla questione delle "diffi coltà del settore della gioielleria dovute al diverso regime di traffi co di perfezionamento che impedisce l'applicazione del dazio sul solo valore della lavorazione e rende meno competitivi i nostri prodotti". Il "Comitato 133" è l'organo tecnico più importante del Consiglio dell'Unione Europea in materia di Commercio Internazionale. È l'organo che prepara le decisioni del Consiglio. In politica commerciale la Commissione, sulla scorta di un mandato conferitole dal Consiglio UE, dopo essersi consultata con il "Comitato 133" del Consiglio (composto da funzionari di alto livello esperti in materia commerciale), è competente a negoziare e gestire accordi commerciali che comportano modifi che tariffarie, disposizioni doganali e commerciali e misure di protezione. È lo stesso Comitato che si occupa del dossier "Made In...". Il tema verrà ripreso nei prossimi giorni anche dalla Commissione "dogane" di BusinessEurope, la Confederazione europea che raggruppa le Associazioni Industriali dei 27 Paesi membri.